TREVES BLUES BAND LP red record VPA 112 1976 ottimo
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Description
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PREMESSA: LA SUPERIORITA' DELLA MUSICA SU VINILE E' ANCOR OGGI SANCITA, NOTORIA ED EVIDENTE. NON TANTO DA UN PUNTO DI VISTA DI RESA, QUALITA' E PULIZIA DEL SUONO, TANTOMENO DA QUELLO DEL RIMPIANTO RETROSPETTIVO E NOSTALGICO , MA SOPRATTUTTO DA QUELLO PIU' PALPABILE ED INOPPUGNABILE DELL' ESSENZA, DELL' ANIMA E DELLA SUBLIMAZIONE CREATIVA. IL DISCO IN VINILE HA PULSAZIONE ARTISTICA, PASSIONE ARMONICA E SPLENDORE GRAFICO , E' PIACEVOLE DA OSSERVARE E DA TENERE IN MANO, RISPLENDE, PROFUMA E VIBRA DI VITA, DI EMOZIONE E DI SENSIBILITA'. E' TUTTO QUELLO CHE NON E' E NON POTRA' MAI ESSERE IL CD, CHE AL CONTRARIO E' SOLO UN OGGETTO MERAMENTE COMMERCIALE, POVERO, ARIDO, CINICO, STERILE ED ORWELLIANO, UNA DEGENERAZIONE INDUSTRIALE SCHIZOFRENICA E NECROFILA, LA DESOLANTE SOLUZIONE FINALE DELL' AVIDITA' DEL MERCATO E DELL' ARROGANZA DEI DISCOGRAFICI .
TREVES BLUES BAND
same (eponymous)
Disco LP 33 giri , 1976, red records , VPA 112 , italy, first pressing
ECCELLENTI CONDIZIONI, vinyl ex++/NM , cover ex++/NM
Fabio Treves (Milano, 27 novembre 1949) è un musicista italiano.
Nato e cresciuto a Milano, Fabio Treves si avvicina alla musica negli anni sessanta, come suonatore di armonica blues, per poi formare nel 1975 la Treves Blues Band, considerata la prima band blues della storia della musica italiana. In quegli anni conosce anche il chitarrista e armonicista texano ma trapiantato in Italia Cooper Terry, con cui avvierá un lungo sodalizio musicale.
Oltre dieci album all'attivo, ha collaborato come armonicista con Frank Zappa, Dave Kelly, Pik Withers ed altri artisti della scena internazionale.
Fabio Treves ha al suo attivo tantissime altre collaborazioni con vere e proprie leggende del blues, con cui ha suonato nel corso della sua carriera: Sunnyland Slim, Johnny Shines, Homesick James, Willie Mabon, Billy Branch, Dave Kelly, Paul Jones, Alexis Korner, Bob Margolin, Sam Lay, Louisiana Red, Pat Grover, Gordon Smith, Son Seals, Eddie Boyd.
Il baffuto armonicista ha collaborato anche con molti musicisti italiani suonando nei loro dischi. Ne citiamo alcuni: Angelo Branduardi, Pierangelo Bertoli, Gianluca Grignani, Eugenio Finardi, Gatto Panceri, Francesco Baccini, Paolo Conte, Mina, Ivan Graziani, Marco Ferradini, Riccardo Cocciante….
Il suo soprannome è "il Puma di Lambrate", in assonanza col soprannome del famoso bluesman britannico John Mayall, detto a sua volta "il leone di Manchester". Lambrate è il quartiere di Milano in cui Fabio è cresciuto.
E' stato anche consigliere comunale a Milano ma questo gli fa un pò meno onore, anche se a parziale attenuante va ammesso che si tratta di un malcostume abbastanza diffuso e il firmamento musicale è costellato di esempi ancora più sciagurati, rovinosi e deleteri, come Giovanni Lindo Ferretti a Bologna o Gilberto Gil in Brasile, per non parlare poi di Elton John al Watford fino all' aberrazione più completa, estrema e definitiva di Bobo Maroni incallito politico leghista e più volte ministro di gabinetto col vizietto del blues
- Etichetta: Red Record
- Catalogo: VPA 112
- Data di pubblicazione: 1976
- Supporto:vinile 33 giri
- Tipo audio: stereo
- Dimensioni: 30 cm.
- Facciate: 2
- white paper inner sleeve
Tracklisting:
B1 Breakin' boogie (5:26) B2 Train time (3:50) B3 Blues Inc (4:37)
B4
Let's work together (2:55)
Personnel:
Basso - Walter Cazzaghi
Batteria - Piero Papotti
Sax soprano, flauto, percussioni - Gerry De Sario
Chitarra - Lino "Fats" Gallo
Sax tenore soprano - Tito Branca
Voce, armonica - Fabio Treves
Flauto, sax alto - Dario Guidotti
Piano - Vittore Andreotti
La TREVES BLUES BAND è la band storica del “blues made in Italy”
Nata nel 1974 su iniziativa dell’ armonicista milanese Fabio Treves, è stata la prima band italiana a proporre un genere musicale che sembrava avere radici tanto lontane ma che era capace di coinvolgere tanto pubblico. La TBB ha incarnato sino da allora la passione ed il feeling che sono gli ingredienti base del blues insieme all’amore per questa musica che è stile di vita, libertà e valori umani. Nel 1978 la band si esibisce prima di Charlie Mingus e nel luglio 1979 è memorabile l’esibizione al Vigorelli di Milano come supporter di Peter Tosh. Nel 1980 avviene l’incontro con il grandissimo e compianto chitarrista americano Mike Bloomfield, con cui la TBB registra un “live” al Palasport di Torino. Nel 1988 Treves e la sua band fanno da supporter nei tour italiani del grande armonicista chicagoano James Cotton, dell’ indimenticabile Stevie Ray Vaughan e del pittoresco Little Steven della E Street Band. Nel 1988 Treves corona il suo più grande sogno: conoscere e suonare con il suo mito Frank Zappa. Zappa (che cita Fabio nella sua autobiografia ufficiale definendolo “un anarchico”) lo invita a suonare insieme a lui nei concerti di Milano e Genova:un’esperienza incredibile. Sempre nel 1988 c’è la registrazione di un bellissimo album dal titolo “Sunday’s blues”,ricco di ospiti illustri come Chuck Leavell,Pick Withers e Dave Kelly. Un altro disco che ci piace ricordare è il Live del 1992 con il bluesman texano Cooper Terry, con cui Fabio ha dato vita per anni ad un fortunato sodalizio musicale. Un altro momento saliente della storia della TBB è la partecipazione nel 1992 al “Beale Street Music Festival” di Memphis – Tennessee – dove, unica band europea presente,si esibisce per tre sere condividendo il palco con leggende del blues come Buddy Guy, Johnny Winter, Kim Wilson, Koko Taylor, Al Green, Lonnie Brooks e James Cotton.Ma Fabio Treves ha al suo attivo tantissime altre collaborazioni con vere e proprie leggende del blues, con cui ha suonato nel corso della sua carriera: Sunnyland Slim, Johnny Shines, Homesick James,WillieMabon,Billy Branch, Dave Kelly, Paul Jones, Alexis Korner, Bob Margolin, Sam Lay, Louisiana Red, Pat Grover, Gordon Smith, Son Seals, Eddie Boyd.
Il baffuto armonicista ha collaborato anche con molti musicisti italiani suonando nei loro dischi. Ne citiamo alcuni: Branduardi, Bertoli, Grignani, Finardi,Panceri, Baccini, Giorgio Conte, Mina, Graziani, Ferradini, Cocciante…. Quest’anno finalmente la TBB esce con un nuovo disco:“LIVE 2008” e come tanti fans chiedevano ed aspettavano da tempo, si tratta di un CD dal vivo, registrato durante il concerto del 10 febbraio 2008 allo storico locale Spaziomusica di Pavia. Questa è la seconda registrazione in presa diretta della band (la prima risale al 1996) e presenta la formazione che da tempo è quella ufficiale della TBB:
Fabio Treves - armonica e voce
Tino Cappelletti - basso
Alessandro”Kid” Gariazzo- chitarre, mandolino, lap steel e voce
Massimo Serra- batteria
I 18 brani contenuti rispecchiano fedelmente il clima che si vive ai concerti della TBB, all’insegna dell’entusiasmo e del coinvolgimento per un fedelissimo pubblico che rimane tale nonostante il passare degli anni e le mode musicali del momento. In 80 minuti di musica si ripercorre la storia del Blues attraverso classici famosi come “You gotta move”, “Flip, flop,fly”, “Baby what you want me to do” e “Shame,shame,shame” del mitico Jimmy Reed. Non poteva mancare “Traintime”, il cavallo di battaglia di Treves o lo scatenato “Stone Fox Chase” impreziosito dalle tante citazioni di brani famosi degli anni sessanta. Alla fine del secondo CD c’è una traccia extra audio/video chiamata “TBB Photo show”, dedicata ai tanti fans che hanno mandato le loro foto scattate ai concerti della band e ai numerosi amici che seguono Treves e soci da tanti anni. Un modo simpatico per suggellare l’appartenenza alla grande e simpatica comunità del BLUES, targata TREVESBLUES BAND
Fabio Treves, milanese armonicista, leader della Treves Blues Band é un personaggio che ormai appartiene alla storia del Blues made in Italy.
In quasi 25 anni di carriera, il baffuto musicista ha collezionato dischi, collaborazioni prestigiose e scritto guide al Blues.
L'avventura inizia negli anni sessanta con un gruppetto studentesco di Blues ; comincia a conoscere i classici del Blues Revival inglese e i grandi maestri delle origini.
Più tardi la decisione di mettere insieme una vera e propria big band con tanto di fiati e tastiere.
Nel 1975 entra in sala d'incisione, e ad oggi ha collezionato una decina di album con un successo in crescendo.
Ha suonato come supporter con Peter Tosh , Little Steven , James Cotton e Stevie Ray Vaughn.
Nel 1988 suona con il mitico Frank Zappa a Milano e a Genova.
Al suo album più riuscito, " Sunday's Blues " collaborano artisti di talento quali Dave Kelly , Pik Withers ( Dire Straits ) e Chuck Leavell (Rolling Stones e tastierista di Eric Clapton).
Treves ha prestato il suo talento anche a molti artisti italiani quali Mina, Cocciante, Bertoli, Finardi, Graziani, Branduardi e molti altri.
Instancabile propagatore del Blues (come lo ha definito Renzo Arbore) ha suonato nei più grandi festival Blues d'Europa, Dopo tanti anni continua l'avventura sulla strada della musica dovunque ci sia la voglia di ascoltare gli " Evergreen " di Elmore Jones e Muddy Waters.
La TREVES BLUES BAND è la prima band storica del "blues made in Italy": il primo L.P. del gruppo risale al 1975 e da allora sono arrivati concerti, importanti collaborazioni artistiche e festival famosi come Memphis, Tennessee, nel 1992, Pistoia nell'84 e 88 e quelli francesi (St.Chamond e Valence nel 1983/1984).
La formazione ha "aperto" negli anni i concerti di vere e proprie leggende musicali come Charlie Mingus, Peter Tosh, James Cotton e Stevie Ray Vaughan. Nel settembre del 1980 il gruppo incontra uno dei più grandi chitarristi bianchi artefici del rilancio del blues in America: MIKE BLOOMFIELD, con il quale registra uno storico "live" a Torino.
L'armonicista Fabio Treves ha collaborato con decine di big della musica leggera italiana portando in studio di registrazione il suo stile ed il suo feeling; tra i tanti si ricordano Mina, Celentano, Cocciante, Bertoli, Branduardi, Baccini, Finardi, Panceri, Ferradini, Graziani e... tantissimi altri. Il 1988 è un anno di grandi soddisfazioni per Treves e la band: c'è innanzitutto il coronamento di un sogno durato una vita, quello di conoscere e suonare sul palco con il suo grande mito FRANK ZAPPA. Il "genio" chiama infatti Fabio sul palco per un'ospitata storica per un musicista italiano e, a Milano e Genova, si realizza ciò che poteva sembrare impossibile..
Poi c'è la registrazione di un bellissimo album "Sunday's blues" ricco di ospiti illustri come CHUCK LEAVELL ( ex Allmann Brothers Band e in tour con gli Stones da una vita..), PICK WITHERS (tra i fondatori dei Dire Straits), e DAVE KELLY (chitarrista -leader della inglese Blues Band); con quest'ultimo partecipa al Pistoia Bluesin' e, con l'inserimento di Chuck, alla fortunata trasmissione televisiva "D.O.C.".
Nel corso della sua lunga carriera Treves ha trovato il tempo di scrivere due libri sul blues: il primo "Guida al Blues" è del 1978 (Ed. Gammalibri) e il secondo "Blues Express" (del 1989) Ed. Multiplo.
Nel CD "Jumpin" del 1992 è inserito un brano registrato dal vivo al Memphis BEALE STREET MUSIC FESTIVAL di cui la band è stata ospite, suonando in quello che è considerato uno dei Festival blues più importanti del mondo.
Numerose sono anche le apparizioni televisive della TREVES BLUES BAND, tra queste: "L'altra domenica" (1978), "Quelli della notte" (1985) e "D.O.C." (1988), insomma quei pochissimi programmi del passato dove si poteva ascoltare buona musica dal vivo e, in tempi più recenti, il gruppo è stato ospite di due felici e seguite trasmissioni di TELE+: "Good Vibrations" e "Showcase", oltre ad aver realizzato la sigla di "Crossroads", magazine di spettacolo sempre su TELE+. Dal 1994 Treves conduce su ROCK FM a Milano, "BLUES EXPRESS", un programma con ospiti, novità discograiiche e musica acustica dal vivo.
Non si può infine non ricordare il lungo e fortunato sodalizio musicale con l'amico COOPER TERRY, con il quale Fabio registra un "live" per la Red & Black Records nel 1992.
Tra i Festival Blues italiani ai quali ha partecipato la TREVES BLUES BAND, supportata sempre dal calore del pubblico, vogliamo ricordare quelli di Alcamo, Capo d'Orlando, Cerignola, Nave, Pistoia, Rovigo, Torrita di Siena, Vercelli e..........
Sveglia alle 6.15 del mattino da trent’anni, oltre 20 km al giorno in bicicletta, astemio. Non sembra il ritratto di un bluesman, ma Fabio Treves è anche questo. Dopo due anni di conduzione radiofonica dai nostri microfoni tracciamo un profilo del “puma di Lambrate”, fuori dal palco.
Quali sono i tre episodi che ti hanno reso più orgoglioso negli oltre trent’anni di carriera nel Blues?
Il primo il fatto di essere l’unico italiano ad aver suonato con Frank Zappa, ancora a parlarne adesso mi tremano le gambe.
Il secondo sono i concerti americani nella terra del Blues, mi viene in mente in particolare Memphis (Tennessee), condividere il camerino con Johnny Winter, James Cotton, Koko Taylor, Little Feat.
E poi il rapporto col pubblico, che continua ancora adesso, che è una cosa che dà un’energia incredibile.
Tu hai sempre avuto un impegno per l’ambiente, anche sul piano politico. Ripercorriamone le tappe principali.
Innanzitutto penso che l’impegno per l’ambiente sia proprio delle persone sensibili e per bene, che hanno dei valori. Perché se non lo salviamo noi, certo l’ambiente non si salva da solo. Io vedo l’ambiente come qualcosa di antico, di saggio, che ti dà delle grandi soddisfazioni se lo rispetti e gli vuoi bene.
Sono stato per diversi anni nel Consiglio Comunale di Milano come indipendente dei Verdi. Ma a volte la lotta è impari, ti viene un senso di impotenza di fronte agli abusi perpetrati sulla natura per pura avidità.
La cosa che più mi salta all’occhio adesso è il problema dell’inquinamento, la gente si ammala e non vengono adottate soluzioni che a me sembrano spontanee, come cercare fonti alternative di riscaldamento. Pensa se ci fosse una legge ad imporre l’adozione di tetti fotovoltaici per tutti gli edifici pubblici. Ebbene, non solo questo non si fa, ma a volte entro negli uffici pubblici e trovo il riscaldamento “a manetta”…è veramente uno spreco.
Anche per quanto riguarda la musica a me piacerebbe molto poter suonare di più in maniera acustica, senza amplificazione: meno inquinamento per l’aria e per le orecchie!
Treves e la politica: una parabola iniziata come “katanga” alla Statale di Milano e che ora mi sembra contraddistinta da un certa disillusione, ma senza rassegnazione.
No, rassegnazione mai! Il fatto di aver condiviso determinate azioni o progetti negli anni Settanta, che a volte avevano atteggiamenti violenti, e di essere passato ora ad atteggiamenti pacati e pacifici credo faccia parte della maturazione di una persona. Se sei incazzato a vent’anni ok, ma se sei incazzato a sessanta vuol dire che c’è qualcosa che non va.
Io mi ritrovo magari a fare gli stessi discorsi di anni fa ma con un approccio diverso. Penso che le contrapposizioni ideologiche non portino assolutamente a niente.
La gente ti conosce come musicista, come conduttore radiofonico e qualcuno anche come commentatore televisivo delle partite del Milan. Ma la tua vita non è solo questo.
Io faccio una vita con molte attività che mi tengono impegnato, ma che mi danno molte soddisfazioni. Intanto c’è la passione per la fotografia, che insegno a scuola da molti anni, oltre ad aver realizzato alcune mostre. Poi ho avuto un periodo come insegnante di sostegno ai ragazzi disabili, è stata una delle esperienze più belle, coinvolgenti e ricche della mia vita. Adesso mi occupo di corsi di formazione professionale per i detenuti del carcere di San Vittore.
Poi quando torno a casa mi cambio la maschera e divento il bluesman.
In questo senso la musica per me è una valvola di sicurezza; sono contento quando vedo gli altri ragazzi della band! È la mia famiglia, il mio modo di essere.
Ti racconto un episodio: durante le vacanze di Natale siamo andati a suonare in un ospizio; dovevamo essere solamente io e il mio chitarrista, Alex Gariazzo. Ebbene appena l’ha saputo Massimo Serra, il batterista, mi ha guardato con gli occhi tristi dicendomi: “e io non vengo?”, lo stesso ha fatto il bassista Tino Cappelletti. Ovviamente era un’iniziativa totalmente gratuita, senza nessun rimborso spese: è stato bello, coinvolgente. Potrebbero farlo anche altri musicisti!
Che rapporto hai con i tuoi studenti?
Un rapporto molto bello, di stima. Vengono ai miei concerti, conoscono la musica e rispettano il Blues anche se ascoltano altri generi.
E poi non mi vedono come l’ultimo dei Moicani, il quasi sessantenne ancora sulle barricate, ma come uno che non molla e continua a credere nei propri ideali.
Il tuo pubblico e in generale il pubblico del Blues in che cos’è cambiato e in che cos’è rimasto uguale?
Beh, intanto il fatto che ci sia stato un ricambio generazionale è positivo. Il massimo è quando vedo genitori e figli venire al concerto insieme. Lasciami dire che abbiamo avuto coraggio perché nel 1975 facevamo un genere che venne riscoperto dal grande pubblico solo cinque anni dopo con il film Blues Brothers, e la gente ci ha seguito.
Io di sicuro sono cambiato, sono più vecchio e acciaccato, però la grinta, la soddisfazione, l’affetto e l’energia sono superiori a trent’anni fa; perché adesso ho finalmente raggiunto un bel successo di pubblico, ho il mio Pubblico, il mio bel Pubblico!
Qual è lo sfizio che vorresti toglierti nei prossimi tre anni?
Andare in pensione! Continuare a dedicarmi alla musica e alla radio, però poter alzarmi mezz’ora più tardi. Poi vorrei andare a Memphis, Chicago e New Orleans con la Treves Blues Band a suonare con artisti locali. Ma in generale a questo punto della mia carriera non posso dichiararmi insoddisfatto.
Fabio, tra le varie (auto)definizioni ironiche su di te c’è quella di “culatello del Blues”, ti ci riconosci?
Sì, perché il blues è la risposta naturale alla musica usa e getta!
p.s. questa intervista è del febbraio 2006. Da allora le uniche cose che sono cambiate sono il fatto che Fabio ha smesso di lavorare a scuola e si alza un po' più tardi la mattina. Per il resto la grinta è sempre quella, anzi, con più energia!
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